venerdì 13 gennaio 2012

L'APPORTO DELLE FORZE ARMATE PER LA RICERCA SCIENTIFICA IN ANTARTIDE

 Nella fotografia dell'Ufficio Stampa dello Stato Maggiore Difesa  il Capo di 1^Cl. Davide Riga del COMSUBIN e il Capo di 1^ Cl. Giuseppe Anagni del Comando Forze Dragaggio, in immersione sotto il pack marino nella Baia Terra Nova

Ricerca scientifica in Antartide: il ruolo delle Forze Armate

Nella base “Mario Zucchelli” i militari di Esercito, Marina e Aeronautica collaborano alla XXVII spedizione italiana in Antartide

BAIA TERRA NOVA - ANTARTIDE 13 gennaio 2012

Si immergono sotto i ghiacci oppure scalano pareti rocciose alla ricerca di campioni geologici o di pesci antartici ancora sconosciuti.

Non è certo un lavoro comune quello che svolgono quotidianamente gli Ufficiali e Sottufficiali di Esercito, Marina e Aeronautica che partecipano alla XXVII spedizione italiana in Antartide. Una spedizione che ha preso il via lo scorso 4 novembre con la cerimonia dell’alzabandiera nella base italiana “Mario Zucchelli”, a Baia Terra Nova.

Nella base, che è stata aperta nel 1984 ed è l’avamposto più avanzato della ricerca scientifica e tecnologica che si svolge in Antartide, lavora un piccolo contingente composto da 20 tra Ufficiali e Sottufficiali delle tre Forze Armate che collaborano con i ricercatori nell’ambito dei vari progetti inerenti le scienze della vita, della terra, dell’atmosfera e dello spazio.

Esperti Sottufficiali degli Alpini, ad esempio, svolgono quotidianamente i compiti di guida alpina, accompagnando i ricercatori nella ricerca di campioni geologici.

Alla Marina sono affidate invece le operazioni che si svolgono in acqua e che vanno dalle immersioni sotto i ghiacci per la raccolta di campioni biologici alla guida di piccoli natanti per accompagnare i biologi marini alla ricerca di specie di pesci antartici ancora da catalogare.

All’Aeronautica, tra gli altri, è assegnato il delicato compito di redigere le previsioni meteorologiche, senza le quali non sarebbe possibile eseguire attività di volo.

Un team di esperti del quale fanno parte, tra gli altri, piloti, controllori, medici, meccanici e addetti alla comunicazione.

L’apporto delle Forze Armate a questo progetto è, insomma, tutt’altro che secondario, come confermato dall’apprezzamento espresso dal Commissario Straordinario dell’ENEA Giovanni Lelli durante la sua recente visita alla base “Mario Zucchelli”.

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