venerdì 20 gennaio 2012

SOTTO IL CIELO DI CUBA


E’ una di quelle notizie che in Italia passano inosservate, del resto non tratta di culi, tette, cronaca, "processi" televisivi  o calcio ma la notizia meriterebbe maggiori attenzioni perché potrebbe segnare il nostro ancora confuso prossimo futuro, che ci piaccia o meno.
Ormai da almeno due anni è in corso un’intensa attività diplomatica tra Chavez, Castro e Ahmadinejad che è ormai
di fatto una solida alleanza a tutto campo, come dimostrato dall’immediato inserimento del neoletto presidente boliviano Morales nei progetti di questa trimurti antioccidentale che impensierisce gli Stati Uniti ed in genere l’Occidente.  


Per ora è certo che l’Iran ha trasferito a Cuba specialisti, strumenti e tecnologie che secondo fonti ufficiali americane sono già in esercizio per incunearsi nel complesso sistema informatico americano e che tra Iran, Venezuela e Cuba è in corso un intenso scambio di "osservatori" e tecnologie militari.  Il progetto comune è quello di allargare la base antiamericana in America Latina rafforzando il longevo regime di Fidel Castro che è diventato un vettore ed una base per  la politica estera iraniana verso gli USA.
La storia di questa piccola isola sembra uscita da un fantasioso romanzo di spionaggio. Quando c’era Batista Cuba aveva una certa economia agricola e manifatturiera ma la sua ricchezza perveniva dal fatto che era il territorio operativo della malavita americana che l’aveva trasformata in una nazione-bordello per soddisfare le brame trasgressive della middle class americana.
Castro è riuscito a far sopravvivere Cuba, totalmente priva di industrie,  facendola entrare negli interessi sovietici, ospitando basi di intelligence e fornendo le sue truppe mercenarie nelle varie guerre di “liberazione” africane, combattute dai cubani per conto dell’URSS.
Prima ancora che l’impero sovietico evaporasse insieme ai sostegni economici destinati a Cuba Castro era già riuscito a trasformare l’isola nel bordello caraibico della borghesia impiegatizia e della classe operaia europea e canadese.
Adesso dopo un lungo sodalizio in affari con Chavez, grazie al quale è diventato uno dei 500 uomini più ricchi del pianeta, Castro sta facendosi sempre più coinvolgere dai soldi e dalle mire antioccidentali di Ahmadinejad.
Ma la durata del regime castrista a Cuba ha anche altre motivazioni, come ci espone il nostro nuovo collaboratore, analista ed esperto di problemi riguardanti le attività di intelligence che per ovvi e comprensibili motivi firmerà i suoi post con lo pseudonimo di Frank Laguna. Una di queste motivazioni è la Direcciòn de Intelligencia, i servizi segreti cubani, fondata nel 1961 e coeva con il regime cubano. Sin dalla sua nascita la DI ha avuto solidi legami con il KGB sovietico che aveva immediatamente aperto a Cuba una importante sezione che ha sostenuto con larghi mezzi tutte le attività fuori area in cui il regime di Castro ha operato per suo conto, dal Nicaragua all'Angola, passando per il Cile e Grenada. Adesso la DI "sa fare da sola e bene", o meglio, grazie agli aiuti economici e tecnologici di Chavez e di Ahmadinejad ha ulteriormente affinato e potenziato la sua struttura operativa e la sede di addestramento principale che è ancora situata a Campo Mantanzas, fuori l'Avana. Venezuela e Iran ci mettono i soldi ma sicuramente stanno imparando dai cubani.

CUBA: la Dirección de Inteligencia di Frank Laguna
 
 
Sono migliori i servizi segreti cubani, americani o israeliani?
Non ci sono dubbi: i cubani battono tutti e soprattutto sarebbero da studiare come modello.
La Dirección de Inteligencia (DI) non lascia scampo. Se si guarda al solo fatto che i fondi stanziati sono sicuramente molto diversi fra i tre paesi in questione, si evince chiaramente che Cuba è il fanalino di coda.
La storia degli aiuti russi non regge più da anni ormai, ma è altrettanto vero che è da un bel po' che resistono.
Il miglior servizio segreto è quello che garantisce la stabilità del Paese e lo protegge dagli attacchi esterni: Cuba, a suo modo, è stabile e protetta da molti decenni.
Oggi l'isola è allo stremo su tutto. Ai cubani manca anche l'aria che respirano, eppure non ci sono ancora state sommosse di rilevante importanza. E nemmeno la presenza dei servizi segreti deviati che vadano a fomentare correnti interne d'opinione pubblica contro Castro. Che cosa significa tutto questo?  Che i servizi cubani funzionano benissimo pur avendo zero soldi: sono poverissimi a confronto con la Cia e il Mossad. È evidente allora che a Cuba dispongono di un modello che alla lunga e nella estrema povertà si è raffinato e perfezionato oltre il limite dell'immaginabile. Potremmo definirli dei “servizi asimmetrici”.
Le tecniche di controllo sono più o meno le solite che usano quasi tutti i servizi, inoltre hanno un'esasperata predisposizione all'infiltrazione degli agenti tra il popolo. I portieri d'albergo, baristi, impiegati, operai, ma anche le attività legate alla prostituzione formalmente vietata ma di fatto presente e molto attiva. Sono tutte professioni che portano a contatto gli agenti con una moltitudine di persone anche in situazioni molto personali e come ben si sa è proprio dove ci sono le persone che girano le chiacchiere e i commenti. Dove c'è un'alta concentrazione di scambi di vario genere sicuramente c'è anche una alta concentrazione di agenti. Sono i metodi mutuati dagli ambienti di intelligence ex sovietici. Ma non è solo questo. Il DI è diviso in direzioni e reparti molto snelli, interconnessi e super efficienti. L'M-1 ad esempio si occupa solo ed esclusivamente degli Stati Uniti la cui sezione “I” si occupa di istituzioni organizzative. L'M-1 ha circa 100 dipendenti e 10 milioni di budget e i suoi uffici principali si trovano al 6°, 7° e 8° piano del palazzo al Vedado a l'Avana. Gli ufficiali che lavorano in America hanno tutto pagato (affitto, auto, attività varie) ma ricevono come paga solo 350 dollari mese, nulla in occidente ma una ricchezza per  Cuba.
Il servizio cubano non ha di fatto soldi per comperare continuamente le informazioni e quindi è costretto ad agire con una penetrazione profonda nel tessuto della società. Negli Usa, ad esempio, cerca di influenzare giovani e promettenti studenti universitari, i quali poi da grandi occuperanno posizioni di rilievo in aziende ed organi dello Stato e delle Forze Armate, ma ormai avranno acquisito una visione più morbida del mostro cubano. La sezione che si occupa di questa attività è l'M-15. Ma se gli studenti vanno in viaggio a Cuba, allora sarà la sezione M-8 ad occuparsene. A fine viaggio ogni studente avrà a sua insaputa il suo bel dossier e quelli più interessanti verranno segnalati all'agente in America, il quale provvederà a contattarli. Castro ha praticamente dato l'ordine di cercare informazioni anche tra le università americane e cercare di trasmettere l'idea che Cuba non è assolutamente una minaccia per gli Usa e di cercare in qualche maniera di far finire l'embargo
Pensiamo davvero che la Cia senza soldi sarebbe in grado di ottenere simili risultati con un servizio costante e duraturo nel tempo? E il Mossad? La risposta è scontata: no!
La convinzione è che al di là delle strutture e delle divisioni che i relativi compiti impongono, ci sia anche altro. La parte più importante, dunque.
Bisogna vedere la questione sotto un'altra ottica: è lo spirito che anima la Dirección che la rende davvero incredibile e anche il saper rilevare gli umori della pubblica opinione e del popolo ed intervenire senza filtri operati dalla magistratura o dal governo. Quest'ultima parte è di fondamentale importanza. La sezione M-9, al 6° piano del palazzo di Avedana a l'Avana è quella che si occupa della propaganda a sostegno del Lider Maximo.
La Dirección va studiata a fondo perché potrebbe offrire delle scoperte interessanti. Il blocco di partenza per l'indagine è che la propaganda di Castro sarebbe buona fino ad un certo punto se non venisse adeguatamente supportata da una intelligence di primissimo ordine, anche se povera; ma la storia insegna che  i soldi nelle attività di “intellighenzia” sono solo uno degli strumenti.
50 anni di potere di Castro sono la conferma che la Dirección è straordinariamente efficiente rispetto alle disponibilità economiche ed è certo che vista la nuova veste che cuba sta assumendo nella politica internazionale il prossimo futuro ci riserverà ancora notevoli sorprese.
Frank Laguna

2 commenti:

  1. Mi è piaciuto tutto quanto scritto su cuba.
    Di vico

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  2. Chi sa perché ma l'opinione pubblica ignora, oppure fa finta di non sapere, che quella zona è diventata una pentola a pressione...

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